Eironeia nell'epoca dell'Educazione per tutti (Dakar 2000)

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La dimensione globale della questione pedagogica

Carol Bellamy, direttrice dell'UNICEF si è così espressa al Forum di Dakar 2000

:

«In un mondo sempre più gravido di conflitti, violenze e instabilità, dobbiamo assicurare che in ogni contesto di crisi l’insegnamento non si interrompa, o ricominci al più presto. In un tale contesto la scuola deve essere un santuario, un posto amichevole peril bambino, dove i bambini possano trovare una zona di pace e un senso di normalità che sono importantissimi per il loro benessere »

pinocchio con la mitragliatrice il grillo contro la mitragliatrice
vita scolastica

L’Action Framework del Forum rafforza questa idea:

58. Le scuole dovrebbero essere rispettate e protette come santuari e zone di pace. . I programmi di educazione dovrebbero essere concepiti in modo da promuovere la piena espressione della personalità umana e rinforzare il rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo). Questi programmi dovrebberoincoraggiare la comprensione, la tolleranza e l’amicizia tra tutte le Nazioni e tutti i gruppi etnici e religiosi; dovrebbero essere attenti alle diversità culturali e linguistiche e rispettosi della diversità;dovrebbero ugualmente rinforzare la cultura e la pace. L’educazione dovrebbe valorizzare non soltanto competenze quali la prevenzione e la regolazione pacifica dei conflitti, ma anche valori sociali ed etici.

Alla difesa del carattere sacrale dei luoghi di insegnamento fa riscontro una difesa della posizione degli insegnanti, che in una situazione del genere vengono letteralmente disarmati.
Sempre il testo di Dakar prescrive che l'insegnante riottenga una giusta considerazione:

Strategia n.9. Migliorare lo statuto, il morale e la professionalità degli insegnanti. 69. Gli insegnanti giocano un ruolo essenziale nella promozione di un’educazione di qualità, tanto nel quadro scolare che nei programmi comunitari di natura più flessibile; essi sono gli avvocati, i catalizzatori del cambiamento. Nessuna riforma dell’insegnamento ha possibilità di riuscire senza la partecipazione attiva e il coinvolgimento degli insegnanti. Gli insegnanti a tutti i livelli del sistema educativo dovrebbero essere rispettati e correttamente remunerati; avere accesso a una formazione e disporre in permanenza di prospettive e di un sostegno professionali, in particolare grazie all’insegnamento aperto e a distanza; e poter partecipare alle decisioni che influiscono sulla loro vita professionale e sul quadro nel quale essi insegnano. Gli insegnanti devono anche accettare le loro responsabilità professionali, essere responsabili davanti ai discenti e alle comunità.

La sezione del Forum dedicata alla strategia num.9 si esprime in modo ancora più netto:

2. La condizione del personale d'insegnamento.
I resoconti delle organizzazioni degli insegnanti sono unanimi nell’affermare che la condizione degli insegnanti è declinata, spesso drasticamente, negli anni recenti. Questo declino è dovuto tanto a fattori materiali che non materiali. E’ chiaro che la grande maggioranza degli insegnanti crede che essi non ricevano un supporto morale e un riconoscimento materiale appropriati al loro livello di qualificazione e responsabilità. Il superlavoro.
Vi è una forte evidenza empirica che il carico di lavoro degli insegnanti è aumentato. I resoconti da una gran quantità di paesi sono impressionanti. Il numero di insegnanti candidati a pensioni di invalidità è seriamente aumentato. Gli insegnanti riportano problemi col sonno, problemi matrimoniali e un’alta frequenza di depressioni dovute a situazioni lavorative. Gli insegnanti sono generalmente usati per lavorare duro per una buona causa, ma se la loro buona volontà viene sfruttata il risultato può essere controproducente.
La libertà professionale
- Ci deve essere una fiducia generale nella competenza e nella creatività dell’insegnante. E’ importante e necessario proporre differenti approcci e buoni modelli per l’insegnamento, ma i metodi di insegnamento non dovrebbero mai essere dettati agli insegnanti.

La necessità che la scuola sia un ambiente sacro di pace e meditazione si mostra oggi in modo chiaro e distinto in situazioni la cui l'urgenza è paragonabile a quelle in cui per questa stessa ragione sono nati i monasteri benedettini nell'alto medioevo: una tale condizione di desertificazione culturale e di civiltà ha reso necessario a quell'epoca che si rendesse chiaramente visibile il significato assoluto e sacrale che per l'uomo ha l'educazione e la cultura.

Ma il “global drive” dell’ ONU “Education For All” risponde a un’esigenza che è omogeneamente presente sul pianeta in questo momento, e della quale l' "Europa della Conoscenza" si è fatta diretta interprete. Il problema così configurato non concerne affatto soltanto i luoghi del pianeta sconvolti da conflitti e catastrofi.

E' vero che fuori dei confini del nostro Occidente la presenza sensibile della devastazione è talmente potente da abbagliare: ma questo non toglie che la scuola debba essere un santuario dovunque- non solo dove ci sono guerre o invasioni barbariche - e che gli insegnanti devono essere rispettati - e quindi assumersi le loro responsabilità - ovunque e comunque.

Il nostro mondo ricco e pacifico affronta lo stesso problema di crisi della pedagogia in una condizione che per fortuna non ha quegli aspetti cataclismatici: ma questo significa solo che tanto più dobbiamo occuparcene, e non che noi "siamo a posto". Chi nella nostra civiltà in ultima istanza disarma gli insegnanti è ora proprio Pinocchio, perché ormai è stato messo in condizioni di farlo.

Di insegnanti che dalle nostre parti “lavorano duro per una buona causa” ce ne sono moltissimi, ma non tutti sono consapevoli di stare svolgendo una missione in una condizione culturale e storic che essi stessi non riconoscono dal momento che nessuno attualmente ci tira bombe addosso, mentre certamente Pinocchio-e-famiglia non esitano a usare il loro martello.

L'esito più terribile di tutto questo è che se Pinocchio continua a non studiare non viene tanto più mandato e tenuto a scuola ma, incredibilmente, tolto dalla scuola per essere affidato alle cure non pedagogiche bensì mediche dello "psicologo", mentre l'istituto di turno si occupa dei rapidissimi tre-anni-in-uno.

Questo è un errore fondamentale: Pinocchio deve tornare a scuola, e saperci rimanere.

Pinocchio Studia

La Società Civile e la non formal education

La Conferenza Mondiale sull’Educazione di Jomtien 1990 ha dato risultati sconfortanti.

Allo stato d’allarme che per questo ha regnato a Dakar2000 è seguita, da parte dell’UNESCO e delle ONG una politica a tutto campo di coinvolgimento della Società Civile dell’intero pianeta perché si mobiliti nella ricerca di soluzioni efficaci data l’urgenza del problema.

La Società Civile dunque è dopo Dakar 2000 al centro dell’attenzione dell’UNESCO nella definizione dei “quadri d’azione” – Action Frameworks – volti alla realizzazione del programma Education for All (EFA). C’è da sottolineare che la direzione presa dall’ UNESCO/ONG risponde comunque alla novità più importante della decade 1990-2000, durante la quale è stata proprio la Società Civile a mobilitarsi autonomamente nel campo dell’Educazionenei modi più varii.

La strategia UNESCO / ONG: azione, sensibilizzazione, intellezione

Si è mostrata dunque evidentemente necessaria un’opera di permeabilizzazione tanto verso l’alto che verso il basso: le istituzioni educative nazionali e regionali (macro e micro-regioni) vengono in tal senso stimolate dall’UNESCO all’accoglimento e alla promozione di nuove iniziative d’ azione provenienti dalla Società Civile, mentre allo stesso tempo si deve rendere tanto visibile il problema (opera di sensibilizzazione) quanto chiaro e distinto il quadro concettuale in cui la nozione di “Educazione di base” deve ottenere una definizione “broadened” – allargata - rispetto a delle categorie e dei modi di concretarla che non sono all’altezza della situazione (intellezione)

La nozione portante di un intero “Global Drive” adottato dall’ONU su scala planetaria (la nozione appunto di EFA: “educazione di base per tutti, nel suo senso più largo, lungo tutta l’esistenza”) deve infatti essere portata a chiarezza e distinzione nel concetto per venir recepita dal tessuto umano che la deve porre in essere. La cosa non si mostra facile: il concetto infatti è tanto nuovo quanto antico e profondo, e dunque necessariamente “informale” data la sua generalità e la sua natura. Così segnala l’Action Framework del 2000:

15. Molti paesi trovano ancora difficoltà a definire il senso, l’oggetto e il contenuto dell’educazione di base nel contesto di un mondo in evoluzione rapida, e così pure a misurare i risultati e le acquisizioni dell’apprendimento. Numerosi aspetti qualitativi e informali dell’educazione non sono ancora stati chiaramente valutati.

La nozione di “educazione di base” deve allora per sua propria natura viaggiare sul doppio binario “formale”, quello dei sistemi educativi formalmente già riconosciuti ed esistenti – e “non formale”: quello delle nuove realtà nate dal seno di una situazione che ormai si è oggettivamente e spontaneamente venuta a creare a causa ad un tempo dell’ urgenza dei problemi e della maturità dei tempi:

38. Ci si sforzerà di stringere i legami tra gli approcci formali, non formali e informali dell’educazione per tener conto della diversità dei bisogni e delle situazioni.

39. Insegnanti meglio formati e un’utilizzazione innovativa delle tecnologie sono condizioni indispensabili per promuovere questa attività. La valorizzazione dei metodi di apprendimento completi e partecipativi, elaborati dalle ONG, che associano alfabetizzazione, responsabilizzazione e sviluppo locale, è particolarmente importante.

45. Per realizzare i sei obiettivi esposti qui sopra è necessario un approccio diversificato che superi di gran lunga il quadro dei sistemi formali di educazione.

EIRONEIA promuove e concreta uno di questi nuovi modi di approccio “non formale” e innovativo ad un problema le cui dimensioni esigono che nessun mezzo venga risparmiato.



* EIRONEIA è accreditata dallo stato francese(Num. N/110110/M/075/S138) e vi permette a questo titolo di beneficiare del 50% di riduzione fiscale sulle ore di corso.

















[1]«Con lo scambio, e anche con il rapporto, il rischio dell’estraneità tra i soggetti coinvolti nel processo educativo e della sostituzione del coinvolgimento pieno e diretto, libero e gratuito di ciascuno, con la prestazione pattuita o corretta, ma agìta più per dovere che per intima adesione, resta sempre rilevante. Questo accade molto meno, invece, se alle logiche dello scambio e del rapporto si sostituisce e si vive quella della relazione educativa. La relazione educativa tra soggetti supera, infatti, lo scambio di prestazioni che può rimanere ancora impersonale, così come il rapporto tra figure che esercitano poteri legittimi in modo corretto, ma non per questo si mettono in gioco come persone. La relazione educativa, pur nella naturale asimmetria dei ruoli e delle funzioni tra docente ed allievo, implica, infatti, l’accettazione incondizionata l’uno dell’altro, così come si è, per chi si è, al di là di ciò che si possiede o del ruolo che si svolge. Nella relazione educativa ci si prende cura l’uno dell’altro come persone: l’altro ci sta a cuore, e si sente che il suo bene è, in fondo, anche la realizzazione del nostro. [Ministero della Pubblica Istruzione – GU - DL 19 febbraio 2004 n.59]

[2] «Accompagnare meglio ogni liceale – Per tutti un accompagnamento personalizzato - Attualmente il liceo non prende abbastanza in considerazione i bisogni di ogni allievo. Ogni anno 50.000 allievi lasciano il liceo senza baccalaureat; il 50% degli studenti si titirano durante il primo anno di università, perché non hanno acquisito, al liceo, i metodi di lavoro e la necessaria autonomia, e questo nonostante che i loro orari siano in media il 25% più carichi che negli altri paesi dell’OCDE. [Bisogna dunque mettere in opera] un orientamento personale, progerssivo e continuo, un accompagnamento personalizzato lungo tutta la scolarità, un’apertura più ampia della scuola sull’epoca presente» [Luc Chatel, Ministre de l’Éducation nationale] Luc Chatel, Ministre de l’Éducation nationale.]