
EIRONEIA è nata come centro di educazione «non formale» che ho creato nel 2003 tra la Francia (Legge 1901) e l’Italia («Impresa sociale»). In Italia Eironeia ha ricevuto diversi riconoscimenti da parte delle istituzioni regionali per la sua azione altamente specializzata nel dominio dell’insegnamento e della pedagogia in condizioni di difficoltà e scacco, mentre in Francia i miei corsi a domicilio di precettorato/coaching-studio godono dell’accreditamento dello Stato.
La convinzione fondamentale che dirige tutte le mie azioni è che non si fa educazione – nessun "precettorato, nessuna forma di "coaching" – fuori della scuola. A fianco sì, certamente, fuori no. Reciprocamente, tutti i sistemi formali della nostra Europa hanno capito che non si fa scuola al di fuori di quella che il legislatore italiano chiama un’autentica relazione educativa[2], e che il ministro Francese M. Chatel descrive come «un orientamento personale, progressivo e continuo, un accompagnamento personalizzato lungo tutta la scolarità, un’apertura più ampia della scuola sull’epoca presente»[1]. Per questa ragione Eironeia lavora essenzialmente a fianco della scuola, e quello che io offro non è un semplice «scambio di prestazioni», ma la creazione di un’autentica relazione educativa, nella quale due persone si «mettono in gioco» perché capiscono che «il bene dell’altro è anche la realizzazione del nostro».
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EIRONEIA è accreditata dallo stato francese(Num. N/110110/M/075/S138) e vi permette a questo titolo di beneficiare del 50% di riduzione fiscale sulle ore di corso.
[1]«Con lo scambio, e anche con il rapporto, il rischio dell’estraneità tra i soggetti coinvolti nel processo educativo e della sostituzione del coinvolgimento pieno e diretto, libero e gratuito di ciascuno, con la prestazione pattuita o corretta, ma agìta più per dovere che per intima adesione, resta sempre rilevante. Questo accade molto meno, invece, se alle logiche dello scambio e del rapporto si sostituisce e si vive quella della relazione educativa. La relazione educativa tra soggetti supera, infatti, lo scambio di prestazioni che può rimanere ancora impersonale, così come il rapporto tra figure che esercitano poteri legittimi in modo corretto, ma non per questo si mettono in gioco come persone. La relazione educativa, pur nella naturale asimmetria dei ruoli e delle funzioni tra docente ed allievo, implica, infatti, l’accettazione incondizionata l’uno dell’altro, così come si è, per chi si è, al di là di ciò che si possiede o del ruolo che si svolge. Nella relazione educativa ci si prende cura l’uno dell’altro come persone: l’altro ci sta a cuore, e si sente che il suo bene è, in fondo, anche la realizzazione del nostro. [Ministero della Pubblica Istruzione – GU - DL 19 febbraio 2004 n.59]
[2] «Accompagnare meglio ogni liceale – Per tutti un accompagnamento personalizzato - Attualmente il liceo non prende abbastanza in considerazione i bisogni di ogni allievo. Ogni anno 50.000 allievi lasciano il liceo senza baccalaureat; il 50% degli studenti si titirano durante il primo anno di università, perché non hanno acquisito, al liceo, i metodi di lavoro e la necessaria autonomia, e questo nonostante che i loro orari siano in media il 25% più carichi che negli altri paesi dell’OCDE. [Bisogna dunque mettere in opera] un orientamento personale, progerssivo e continuo, un accompagnamento personalizzato lungo tutta la scolarità, un’apertura più ampia della scuola sull’epoca presente» [Luc Chatel, Ministre de l’Éducation nationale] Luc Chatel, Ministre de l’Éducation nationale.]