Eironeia nell'età del Sapere (UE/OCDE 2000)

OCDE/UE

La sfida: che l'uomo si rimetta in cammino verso la Conoscenza

A Lisbona 2000 la nuova Europa del Sapere ha allo stesso tempo detto la sua propria identità storica nel nome della conoscenza, e denunciato la crisi pedagogica che ovunque sul pianeta affligge il nostro sistema (occidentale) di trasmissione del sapere scientifico, e dunque del sapere in generale.

Tutti i programmi europei che da allora hanno preso corpo contengono degli appelli reiterati affinché dei nuovi metodi e strategie educative siano messe in moto.

L'OCSE da parte sua, afferma con forza il principio della creatività individuale nel dominio della ricerca scientifica:

"La capacità degli individui di riflettere e di agire in modo riflessivo è nel cuore del quadro delle competenze–chiave: questa pratica riflessiva non significa solamente saper applicare una formula o un metodo in modo automatico in una situazione data, ma anche saper far fronte al cambiamento, trarre degli insegnamenti dall’esperienza e riflettere e agire con spirito critico. […] La riflessione implica dei processi mentali complessi: il soggetto della riflessione deve diventare il suo oggetto. Per esempio, in un individuo che si è applicato a dominare una tecnica mentale data, la pratica riflessiva gli permette di riflettere su questa tecnica, di assimilarla, di metterla in rapporto con altri aspetti del suo vissuto e di modificarla o di adattarla. [1] Negli individui che ricorrono alla pratica riflessiva, questi processi di riflessione conducono a delle applicazioni o all’azione. La cultura scientifica definita nel quadro concettuale di valutazione del ciclo PISA 2006 illustra bene questa "competenza chiave": una dimensione dell’inchiesta PISA che non si limita a misurare la capacità degli allievi di sfruttare le loro attitudini cognitive, ma cerca anche di determinare in quale misura essi sono pronti a impegnarsi in questioni scientifiche, a essere reattivi a queste questioni e a interessarsi alle ricerche scientifiche. [OCSE- La Selezione e la definizione delle competenze-chiave]

Eironeia è nata da questa stessa preoccupazione concernente la questione della scienza e della sua trasmissione.Ciò che ci fa muovere è il kantiano Wage zu denkenOsa pensare! – aggiornato per gli uomini della nostra epoca, che non sono più spaventati dal mettere i loro occhi sulle verità della religione (su questo, il traduttore Martin Lutero e il suo diffusore M. Gutenberg hanno avuto la loro vittoria) ma su quelle della scienza. Attualmente, l’apriori invincibile e universale è che l’individuo – l’uomo ordinario – non sia autonomamente in grado di aprire i suoi propri occhi sui fenomeni della natura (fisica, biologica, astronomica …) o dello spirito (matematico, logico …) per trarne delle conoscenze già affidabili prima che l’autorità scientifica riconosciuta abbia dato il suo imprimatur. E anche su questo – sulla necessità di una nuova iniziativa individuale a livello dell’impresa scientifica – le indicazioni delle istituzioni de l'UE, de l'OCSE et de l'ONU/UNESCO sono estremamente chiare e costantemente ripetute.(Si vedano per esempio i lavori del Gruppo Rocard).

L'idea-chiave di un educatore: guarire l'infermità cognitiva e fisica intervenendo sull'infermità esistenziale

Ora, questa convinzione d’infermità e impotenza individuale nell'adulto ordinario si reduplica in quella di una quantità di bambini e di adolescenti pieni di angosce e di fobie davanti ai compiti che la scuola gli impone, ciò che spiega il carattere inscindibilmente pedagogico, scientifico e politico del centro Eironeia. Tante volte come insegnante ho dovuto combattere dall'interno e dall'esterno dell'educazione formale, perché si riconoscesse che un certo allievo in grande difficoltà non era né un Franti (o un Lucignolo) da umiliare, né un malato da psichiatrizzare, ma un uomo da educare. E tuttavia, una scienza intimamente malata genera una pedagogia totalmente impotente a nutrire gli spiriti - e dunque i corpi - che devono appropriarsene, e se non ci occupiamo subito e senza esitazioni dello spirito (il démone!) scientifico che ci abita non potremo in alcun modo convincere i nostri alllievi che si tratta di qualcuno di cui posso fidarsi.

Le differenze che corrono tra una vigorosa fioritura e il rachitismo, o, possiamo dire, tra la salute e la malattia, valgono anche per i popoli, per gli stati. Perciò ci si può chiedere: come mai in questo senso non si è mai giunti a una medicina scientifica, a una medicina delle nazioni e delle comunità sopranazionali. Le nazioni europee sono ammalate, la stessa Europa, si dice, è in crisi. Le «terapie naturaliste» non mancano di certo. Anzi siamo addirittura sommersi da un diluvio di esuberanti e ingenue proposte di riforma. Ma come mai le scienze dello spirito, che pure sono così largamente sviluppate, non sono in grado di esercitare quelle funzioni che le scienze della natura esercitano in modo esemplare nella loro sfera? [E.Husserl, La crisi dell'umanità europea e la Filosofia ]

La mia esperienza personale è tripla. Sono un ricercatore, sono un insegnante/educatore, e sono un malato guarito che è stato massacrato per 25 anni da una forma estremamente violenta e multipla di emicrania. Nel 1998 ho persino partecipato a "Check Up-Salute" su TMC, inviatovi dall'AIC (Associazione Italiana Cefalalgici) per parlare della mia terribile malattia (cefalea di Orthon o "a grappolo"), che chiamavo il mio "Freddy Krueger personale" e che andava sempre peggio...Ecco il video:

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Insomma, malgrado la malattia delle nostre scienze, ma in realtà - lo si intuisce - proprio a causa di questa stessa presa di coscienza, ho infine trovato il modo di guarirmi da solo. Dopo un quarto di secolo di tentativi, e di fronte ai limiti definitivi e invalicabili dell'approccio farmacologico sono pervenuto, perché veramente non ne potevo più, a una nuova teoria della mente e dei processi (tra loro isomorfi) di evoluzione/apprendimento/risanamento che ci permettono di intervenire sulla nostra vita allo stesso tempo mentale e cerebrale grazie a una corretta [ri]educazione al pensiero libero, critico e creativo. Ho dunque messo a punto quella che H.Koizumi chiama una "teoria dell'apprendimento potentemente esplicativa" che ha delle dirette applicazioni tanto nella direzione delle scienze esatte, delle neuroscienze e della psichiatria, che in quelle della pedagogia, della pedagogia della scienza e delle politiche dell'educazione:

«La scienza dell’educazione è ancora allo stadio di Linneo – sa redigere degli elenchi di esempi da seguire, scegliere e chiarire dei metodi pedagogici efficaci - e aspetta il Darwin che le apporterà una teoria potentemente esplicativa.[…] Nell’avvenire, l’educazione sarà transdiplinare, all’incrocio di molteplici domini differenti che si fonderanno per produrre una nuova generazione di ricercatori e di specialisti dell’educazione capaci di porre delle questioni pertinenti e significanti a questo riguardo. [H.KOIZUMI, in Comprendere il cervello. Nascita di una nuova scienza dell'apprendimento, OCDE (CERI):2007]

Questa nuova teoria è alla base di tutto quello che faccio... ma se la prima cosa di cui mi sono occupato è stato curare me stesso, sapevo bene che per fare arrivare una nuova idea nel mondo storico delle "scienze europee" - che non sono mai state così malate - avrei dovuto farvi dapprima arrivare una nuova realtà: di qui la creazione di Eironeia. Che si sia cartesiani, kantiani, wittgensteiniani o infine husserliani... un punto resta infatti ben fermo: che osare veramente pensare significa che l'azione filosofica ha il primato indiscusso sul suo finale risultato teorico. Occorreva dunque che la Filosofia si rimettesse in marcia, e questo cammino è cominciato nel 2000 - proprio nel momento in cui a Lisbona una presidenza illuminata faceva sua questa stessa convinzione, riscoprendo che una società di uomini è innanzitutto una società di filosofi, e non di mercanti, né di "tecnici", né di consumatori di mercanzia tecnologica.

Quanto a convincere la vecchia scienza (= la scienza attuale) di una relazione essenziale tra educazione/apprendimento e processi di guarigione del cervello, beh...un'esperienza semplicemente kafkiana, come l'OCSE in persona ci conferma. Per fortuna ci sarà sempre un Lao Tze per consolarci:

"[Capitolo 1. Un abecedario del cervello] "KAFKA" - Franz Kafka, in «Il Castello», nel descrivere i vani sforzi del protagonista per raggiungere i suoi obiettivi ci dice tutta la disperazione che può provare l'individuo di fronte ad una macchina burocratica sorda e cieca. Le resistenze alla presa in conto delle scoperte neuroscientifiche nella riflessione sulle politiche e le pratiche educative non mancano, e sono tali da scoraggiare le migliori volontà. Che si tratti di semplici incomprensioni, di inerzie mentali diverse e varie, del rifiuto categorico di rimettere in discussione certe «verità», di riflessi corporativisti di difesa delle posizioni acquisite, o di pesantezza burocratica, gli ostacoli che si ergono dinanzi ad ogni sforzo transdisciplinare mirante all’emergere di un nuovo campo, o mirante più modestamente a gettare una luce nuova sulle questioni educative, non mancano. [...] Tali difficoltà non devono tuttavia far gettare la spugna. E come diceva Lao-Tse: «il cammino, è la meta»…"[dal Glossario di Comprendere il cervello. Nascita di una scienza dell’apprendimento, , OCDE (CERI):2007]

Il Comitato Scientifico

Jean Dhombres, Gérard Vergnaud, Bruno D'Amore, Angèle Kremer-Marietti, Alexis Philonenko

Jean Dhombres Gerard Vergnaud Bruno D'Amore Angèle Kremer-Marietti Alexis Philonenko

Vergnaud

Jean Dhombres è direttore di ricerca al CNRS e direttore di studi all’EHESS, past president del comitato scientifico delle IREM (Istituto di ricerca per l’insegnamento della matematica) e storico della matematica. I suoi studi sull’Antichità, il Rinascimento e la Modernità tracciano un orizzonte vasto e completo per un pensiero che voglia ristabilire un’educazione adeguata alla nuova « Società della Conoscenza ». Insieme a Bruno D’Amore, Jean Dhombres ha scritto la prefazione del mio libro Sperare nella Scuola.

Gérard Vergnaud è direttore di ricerca al CNRS. Specialista di psicologia cognitiva e di didattica, ha pilotato per diciotto anni il gruppo di ricerca di didattica della matematica e della fisica, e creato il Club CRIN Evolutione del Lavoro di fronte alle mutazioni tecnonologche. Discepolo diretto di Piaget, ha meditato nella sua opera sulle fasi naturali dell’apprendimento scolare e dell’acquisizione dell’esperienza lungo le fasi di sviluppo del bambino.(Vergnaud su éduscol).

Bruno D’Amore è professore di Didattica della Matematica all’Università di Bologna, di Bolzano e dell’Alta Scuola Pedagogica di Locarno. E’ direttore della Scuola di Dottorato in Educaciòn Matematica presso l’Università Distrital di Bogotà. Bruno D’Amore è autore di numerose opere allo stesso tempo letterarie e matematiche su Leonardo, Dante, Keplero… e i grandi umanisti che hanno potentemente affermato il ruolo essenzialmente educativo dell’Impresa della scienza.

Angèle Kremer-Marietti, filosofa, è Dottore di Stato in Lettere e Scienze Umane. Maître de conférence onoraria, ha insegnato la filosofia all’Università della Picardie Jules Verne, a Amiens. Mme Marietti dirige le collezioni «Epistémologie et philosophie des sciences» et «Commentaires philosophiques» delle edizioni L’Harmattan, così come l’edizione del sito web Dogma. E’ presidente del Gruppo di Studi e di Ricerche Epistemologiche di Parigi.

Alexis Philonenko, ex docente all’Università di Caen e all’Università di Ginevra, Alexis Philonenko è professore emerito all’Università di Rouen. La sua opera è immensa e ne fa uno dei più importanti filosofi dei nostri tempi. I suoi lavori sull’ Opera di Kant, l’Opera di Fichte, Platone, Aristotele, Plotino, Descartes, Nietzsche, Bergson, La Scuola di Marburgo... hanno luminosamente marcato la riflessione storica e trascendentale sui cammini dello spirito, dagli anni ’50 fino ad oggi. Per contro, le sue scintillanti meditazioni sulla guerra, l’omicidio, Mohamed Alì... dispiegano un orizzonte di pensiero del tutto unico e irripetibile. Alexis Philonenko è l’autore della Prefazione al mio libro La scienza e la voce dell’evento edito nelle Edizioni dell’Harmattan nella collezione diretta da Mme Kremer Marietti.






[1]Questa trasformazione di una "tecnica mentale" semplicemente utilizzata - così come attualmente si fa con le "operazioni" della matematica/logica e le verità sperimentali della fisica etc. - in una pratica di meditazione riflessiva sulla scienza, è quello che Eironeia fa nella sezione Meditazione.

[2]La trasformazione di una verità colta nella riflessione e nella meditazione in una competenza pratica e operativa (progettuale o imprenditoriale) è quello che Eironeia fa nella sezione Impresa

[3]L'educazione degli allievi di ogni età alla creatività e pluridimensionalità del pensiero scientifico, è quello Eironeia fa nella sua Offerta Formativa