L'orizzonte storico

L'ambizione di fare il proprio nome

La crisi dell'esistenza europea ha solo due sbocchi: il tramonto dell'Europa, nell'estraniazione rispetto al senso razionale della propria vita, la caduta nell'ostilità allo spirito e nella barbarie, oppure la rinascita dell'Europa dallo spirito della filosofia, attraverso un eroismo della ragione capace di superare definitivamente il naturalismo. Il maggior pericolo dell'Europa è la stanchezza. Combattiamo contro questo pericolo estremo, in quanto «buoni europei», in quella vigorosa disposizione d'animo che non teme nemmeno una lotta destinata a durare in eterno; allora dall'incendio distruttore dell'incredulità, dal fuoco soffocato della disperazione per la missione dell'Occidente, dalla cenere della grande stanchezza, rinascerà la fenice di una nuova interiorità di vita e di una nuova spiritualità, il primo annuncio di un grande e remoto futuro dell'umanità: perché soltanto lo spirito è immortale. [Edmund Husserl]

Il lavoro di Jean Piaget, e di tutta l'epoca che l'ha generato - l'epoca del Logicismo prima e dello Strutturalismo poi - non è stato finito, e non avrebbe mai potuto esserlo con i soli strumenti concettuali e esistenziali de quella che la Fenomenologia chiamava nel frattempo l' "attitudine naturale "(Husserl) e il "pensiero oggettivo" o "causale" (Merleau-Ponty). Il programma di lavoro concernente lo spirito umano e la sua tensione invincibilmente matematizzante che questo pensiero non poteva evitare di concepire non può tuttavia in alcun modo essere abbandonato. Quello di matematizzare lo spirito matematizzante è un gesto scientifico inevitabile, que segue dunque da allora il suo cammino necessario, ciecamente condotto dalla Forza delle Cose, accompagnato qual è da una metafisica materialista e oggettivante (pensiamo al potere e al prestigio che la visione "neurale" dell'uomo e della civiltà ha acquisito su istituzioni internazionali come l'OCSE) che è violentemente ostile all'impresa, altrettanto inevitabile, di pensare la persona umana nel suo puro e semplice fenomeno dato.

Nel periodo tra le due guerre in effetti, le alte ambizioni del programma scientifico del Logicismo (che porta in se l'intenzione originale di una matematizzazione della matematica e dunque dello spirito donde essa sorge) hanno esaurito la loro forza vitale , ma questo non a causa delle difficoltà concettuali da affrontare (i mezzi logici ed epistemologici erano e sono largamente presenti), ma perché le Guerre Mondiali hanno decretato il suicidio del mondo che li aveva concepiti.

Questa alta tensione matematica della mente umana a una reale kardinale Mächtigkeit [Potenza cardinale] - morta a causa della morte di un'epoca di alta tensione politica alla kulturelle Mächtigkeit [Potenza culturale] delle nazioni, deve essere riaffermata. La mente umana deve poter rispondere delle proprie radici, che, come direbbero Simone Stevino, Immanuel Kant e Ludwig Wittgenstein, "devono essere vocabili" [Stevino]"devono potersi pensare!"[Kant], "devono poter aver un senso" [Wittgenstein].

Una via esiste dunque che permette di riparlare scientificamente ma in modo sensato e coerente di quelle radici (da matematici e filosofi) e a e con quelle radici (i bambini)...che non sono "incommensurabili" che nella misura in cui ogni creatura individuale lo è necessariamente, ma che per questa stessa ragione ha una VOCE e un NOME che devono e possono essere ascoltati e pronunciati.

La matematica non è che la la voce pura della nostra capacità di dire il nostro nome e il nome delle cose, e questa voce e questo nome non sono l'abisso nebuloso dove ogni senso fa naufragio, ma la fonte da dove incessantemente sgorga un senso sempre nuovo - come direbbero Dedekind, Wittgenstein e Merleau-Ponty - che non si esaurirà mai, perché questo stesso "mai" non è che uno dei simboli di cui il nostro spirito si serve per venire alla superficie della sua storia, e parlare.

La riflessione teorica che fonda l'esistenza e le attività di Eironeia non è per il momento (2018) affidata (per il pubblico) che a una serie di opere contenenti l'essenziale della mia ambizione e delle mie posizioni, ma che devono essere aggiornate e snellite (nel mio libro del 2010 "La genesi della matematica e la potenza dinamica della mente umana" non prendo abbastanza in considerazione la risposta merleau-pontyana e fenomenologica in generale alla postura naturalizzante di Piaget quanto alle "strutture" del nostro pensiero e della nostra esistenza). Per il resto, coltivo la mia vocazione insegnando la filosofia ai giovani spiriti francesi che devono OSAR PENSARE un mondo dopo la maturità. Le mie ricerche teoriche restano tuttavia il fondo inesauribile di tutto quello che faccio e dico.

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