L'orizzonte storico

L'ambizione di fare il proprio nome

La crisi dell'esistenza europea ha solo due sbocchi: il tramonto dell'Europa, nell'estraniazione rispetto al senso razionale della propria vita, la caduta nell'ostilità allo spirito e nella barbarie, oppure la rinascita dell'Europa dallo spirito della filosofia, attraverso un eroismo della ragione capace di superare definitivamente il naturalismo. Il maggior pericolo dell'Europa è la stanchezza. Combattiamo contro questo pericolo estremo, in quanto «buoni europei», in quella vigorosa disposizione d'animo che non teme nemmeno una lotta destinata a durare in eterno; allora dall'incendio distruttore dell'incredulità, dal fuoco soffocato della disperazione per la missione dell'Occidente, dalla cenere della grande stanchezza, rinascerà la fenice di una nuova interiorità di vita e di una nuova spiritualità, il primo annuncio di un grande e remoto futuro dell'umanità: perché soltanto lo spirito è immortale. [Edmund Husserl]

Il lavoro di Jean Piaget, e di tutta l'epoca che l'ha generato non è stato finito, ma è un lavoro che per sua natura non può essere lasciato in sospeso, come se ci si potesse permettere di non possedere delle risposte soddisfacenti alle questioni fondamentali sollevate dai pensatori di Cambridge, Berlino, Erlangen, del Logicismo e della Cibernetica...

Nel periodo tra le due guerre tuttavia, questi programmi hanno esaurito la loro forza vitale e la loro alta ambizione, ma questo non a causa delle difficoltà concettuali da affrontare (i mezzi logici ed epistemologici erano e sono largamente presenti), ma perché le Guerre Mondiali hanno decretato il suicidio del mondo che li aveva concepiti.

Questa alta tensione matematica della mente umana a una reale kardinale Mächtigkeit [Potenza cardinale] - morta a causa della morte di un'epoca di alta tensione politica alla kulturelle Mächtigkeit [Potenza culturale] delle nazioni, deve essere riaffermata. La mente umana deve poter rispondere delle proprie radici, che, come direbbero Simone Stevino, Immanuel Kant e Ludwig Wittgenstein, "devono essere vocabili" [Stevino]"devono potersi pensare!"[Kant], "devono poter significare" [Wittgenstein].

Io credo che una via esista che permette di riparlare in modo sensato e coerente di quelle radici (da matematici e filosofi) e a e con quelle radici (i bambini)...che non sono incommensurabili che nella misura in cui ogni creatura individuale lo è necessariamente, ma che per questa stessa ragione ha una VOCE e un NOME che devono e possono essere ascoltati e pronunciati.

La matematica non è che la la voce pura della nostra capacità di dire il nostro nome e il nome delle cose, e questa voce e questo nome non sono l'abisso nebuloso dove ogni senso fa naufragio, ma la fonte da dove incessantemente sgorga un senso sempre nuovo - come direbbero Dedekind, Cantor e Wittgenstein - che non si esaurirà mai, perché questo stesso "mai" non è che uno dei simboli di cui il nostro spirito si serve per venire alla superficie della sua storia, e parlare.



La riflessione teorica che fonda l'esistenza e le attività di Eironeia è consegnata a una serie di opere.

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