Le
Indicazioni esplicitano i
livelli essenziali di prestazione a cui tutte le scuole primarie
del Sistema Nazionale di Istruzione sono tenute per garantire il diritto
personale, sociale e civile all’istruzione e alla formazione di qualità.
Successiva
alla Scuola dell’Infanzia, essa è Primaria
non tanto, o almeno non solo, nel senso comune che è la prima
Scuola
obbligatoria del sistema educativo nazionale di istruzione e di formazione,
oppure perché in quasi tutti i Paesi dell’Ocse
è aggettivata in questo
modo, quanto e soprattutto per un’altra serie di ragioni che affondano le loro
radici nella nostra migliore tradizione pedagogica e che qui si presentano senza
attribuire all’ordine con cui sono esposte alcun particolare valore
gerarchico.
La
prima è culturale. Essa promuove nei fanciulli e nelle fanciulle
[1]
l’acquisizione di tutti i tipi di linguaggio e un primo livello di padronanza
delle conoscenze e delle abilità, comprese quelle metodologiche di indagine,
indispensabili alla comprensione intersoggettiva del mondo umano, naturale e
artificiale, nel quale si vive. In questo senso, aiutando il passaggio dal
“sapere comune” al “sapere scientifico”, costituisce la condizione
stessa dell’edificio culturale e della sua successiva sempre più
approfondita sistemazione ed evoluzione critica.
La
seconda è gnoseologica ed epistemologica. L’esperienza è l’abbrivo di ogni
conoscenza. Non è possibile giungere ad una conoscenza formale che rifletta
astrattamente sui caratteri logici di se stessa senza passare da una conoscenza
che scaturisca da una continua negoziazione operativa con l’esperienza. La
Scuola Primaria è il luogo in cui ci si abitua a radicare le conoscenze
(sapere) sulle esperienze (il fare e l’agire), a integrare con sistematicità
le due dimensioni e anche a concepire i primi ordinamenti formali, semantici e
sintattici, disciplinari e interdisciplinari, del sapere così riflessivamente
ricavato.
La terza è sociale. Essa assicura obbligatoriamente a tutti i fanciulli le condizioni culturali, relazionali, didattiche e organizzative idonee a “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale” che limitando di fatto la libertà e la giustizia dei cittadini, “impediscono il pieno sviluppo della persona umana” indipendentemente dal sesso, dalla razza, dalla lingua, dalla religione, dalle opinioni politiche e dalle condizioni personali e sociali (art. 3 della Costituzione). Senza quest’opera di decondizionamento che la Scuola Primaria è chiamata a svolgere sarebbero largamente pregiudicati i traguardi della giustizia e dell’integrazione sociale.
La quarta è etica. Per “concorrere al progresso materiale o spirituale della società” (art. 4 della Costituzione) è necessario superare le forme di egocentrismo e praticare, invece, i valori del reciproco rispetto, della partecipazione, della collaborazione, dell’impegno competente e responsabile, della cooperazione e della solidarietà. La Scuola Primaria, in quanto prima occasione obbligatoria per tutti di esercizio costante, sistematico di questi valori, in stretto collegamento con la famiglia, crea le basi per la loro successiva adozione come costume comunitario a livello locale, nazionale e internazionale.
L’ultima è psicologica. Proseguendo il cammino iniziato dalla famiglia e dalla scuola dell’infanzia, la Scuola Primaria insegna a tutti i fanciulli l’alfabeto dell’integrazione affettiva della personalità e pone la basi per una immagine realistica, ma positiva di sé, in grado di valorizzare come potenzialità personale anche ciò che, in determinati contesti di vita, può apparire e magari è un’oggettiva limitazione.
Per tutte queste ragioni, la Scuola Primaria è l’ambiente educativo di apprendimento, nel quale ogni fanciullo trova le occasioni per maturare progressivamente le proprie capacità di autonomia, di azione diretta, di relazioni umane, di progettazione e verifica, di esplorazione, di riflessione logico-critica e di studio individuale.
Valorizzare l’esperienza del fanciullo. I fanciulli che entrano
nella Scuola Primaria hanno già maturato concettualizzazioni intuitive,
parziali e generali, che impiegano per spiegare tutti i fenomeni che incontrano;
anche quelli più complessi. Si può dire che abbiano maturato in famiglia, nei
rapporti con gli altri e con il mondo, nella scuola dell’infanzia non soltanto
una “loro” fisica, chimica, geologia, storia, arte ecc. “ingenue”, ma
che abbiano elaborato anche una “loro” altrettanto “ingenua”, ma non per
questo meno unitaria, organica e significativa visione del mondo e della vita.
La Scuola Primaria si propone, anzitutto, di apprezzare questo patrimonio
conoscitivo, valoriale e comportamentale ereditato dal fanciullo, e
di dedicare particolare attenzione alla sua considerazione, esplorazione
e discussione comune.
La
corporeità come valore. La Scuola
Primaria è consapevole che ogni dimensione simbolica che anima il fanciullo e
le sue relazioni familiari e sociali è inscindibile dalla sua corporeità.
Nella persona, infatti, non esistono separazioni e il corpo non è il
“vestito” di ogni individuo, ma piuttosto il suo modo globale di essere nel
mondo e di agire nella società. Per questo l’avvaloramento dell’espressione
corporea è allo stesso tempo condizione e risultato dell’avvaloramento di
tutte le altre dimensioni della persona: la razionale, l’estetica, la sociale,
l’operativa, l’affettiva, la morale e la spirituale religiosa. E viceversa.
Esplicitare
le idee e i valori presenti nell’esperienza.
La Scuola Primaria, coinvolgendo la famiglia e nel rispetto della coscienza
morale e civile di ciascuno, mira, inoltre, a far esplicitare ai fanciulli
l’implicito e lo scontato presente nel patrimonio di visioni, teorie e
pratiche che ha accumulato, e ad assumere consapevolmente queste ultime, insieme
ai valori che contengono, in armonia con la Costituzione della Repubblica
Italiana.
Dal
mondo delle categorie empiriche al mondo delle categorie formali. La
Scuola Primaria accompagna i fanciulli a passare dal mondo e dalla vita
ordinati, interpretati ed agiti solo alla luce delle categorie presenti nel loro
patrimonio culturale, valoriale e comportamentale al mondo e alla vita ordinati
ed interpretati anche alla luce delle categorie critiche, semantiche e
sintattiche, presenti nelle discipline di studio e negli ordinamenti formali del
sapere accettati a livello di comunità scientifica. In questo passaggio, tiene
conto che gli allievi ‘accomodano’ sempre i nuovi apprendimenti e
comportamenti con quelli già interiorizzati e condivisi, e che il ricco
patrimonio di precomprensioni, di conoscenze ed abilità tacite e sommerse già
posseduto da ciascuno influisce moltissimo sui nuovi apprendimenti formali e
comportamentali. Alla luce di questa dinamica, la Scuola Primaria favorisce
l'acquisizione da parte dell'alunno sia della lingua italiana, indispensabile
per tutti i fanciulli alla piena fruizione delle opportunità formative
scolastiche ed extrascolastiche, sia di
una lingua comunitaria, l’inglese, privilegiando, ove possibile, la
coltivazione dell’eventuale lingua madre che fosse diversa dall’italiano.
Parallelamente, essa favorisce
l’acquisizione delle varie modalità espressive di natura artistico-musicale,
dell'approccio scientifico e tecnico, delle coordinate storiche, geografiche ed
organizzative della vita umana e della Convivenza civile, mantenendo
costante l'attenzione alla parzialità di ogni prospettiva di ordinamento
formale dell’esperienza e al bisogno continuo di unità della cultura pur
nella distinzione delle prospettive in cui si esprime.
Dalle idee alla vita: il confronto interpersonale. La Scuola Primaria, grazie a questo graduale e progressivo percorso di riflessione critica attivato a partire dall’esperienza, sempre in stretta collaborazione con la famiglia, si propone di arricchire sul piano analitico e sintetico la “visione del mondo e della vita” dei fanciulli, di integrare tale visione nella loro personalità e di stimolarne l’esercizio nel concreto della propria vita, in un continuo confronto interpersonale di natura logica, morale e sociale che sia anche affettivamente significativo. In questo senso, tutte le maturazioni acquisite dai fanciulli vanno orientate verso la cura e il miglioramento di sé e della realtà in cui vivono, a cominciare dalla scuola stessa, e verso l’adozione di “buone pratiche” in tutte le dimensioni della vita umana, personale e comunitaria.
La diversità delle persone e delle culture come ricchezza. La Scuola Primaria utilizza situazioni reali e percorsi preordinati per far acquisire ai fanciulli non solo la consapevolezza delle varie forme, palesi o latenti, di disagio, diversità ed emarginazione esistenti nel loro ambiente prossimo e nel mondo che ci circonda, ma anche la competenza necessaria ad affrontarle e superarle con autonomia di giudizio, rispetto nei confronti delle persone e delle culture coinvolte, impegno e generosità personale. Parimenti, essa porta ogni allievo non solo alla presa di coscienza della realtà dell' handicap e delle sue forme umane, ma lo stimola anche ad operare e a ricercare con sensibilità, rispetto, creatività e partecipazione allo scopo di trasformare sempre l’integrazione dei compagni in situazione di handicap in una risorsa educativa e didattica per tutti.
Praticare l’impegno personale e la solidarietà sociale. La Scuola Primaria opera, quindi, in modo che gli alunni, in ordine alla realizzazione dei propri fini ed ideali, possano sperimentare l'importanza sia dell'impegno personale, sia del lavoro di gruppo attivo e solidale, attraverso i quali accettare e rispettare l'altro, dialogare e partecipare in maniera costruttiva alla realizzazione di obiettivi comuni. In questo senso, trova un esito naturale nell'esercizio competente di tutte le “buone pratiche” richieste dalla Convivenza Civile a livello e in prospettiva locale, nazionale, europea e mondiale.
In conclusione, il percorso complessivamente realizzato nella Scuola Primaria promuove l’educazione integrale della personalità dei fanciulli, stimolandoli all’autoregolazione degli apprendimenti, ad un’elevata percezione di autoefficacia, all’autorinforzo cognitivo e di personalità, alla massima attivazione delle risorse di cui sono dotati, attraverso l’esercizio dell’autonomia personale, della responsabilità intellettuale, morale e sociale, della creatività e del gusto estetico.
Il
percorso educativo della Scuola Primaria, nella prospettiva della maturazione
del Profilo educativo, culturale e professionale dello studente alla
conclusione del I ciclo dell’istruzione, utilizza gli obiettivi specifici
di apprendimento indicati nelle tabelle allegate per progettare Unità di
Apprendimento. Queste partono da obiettivi formativi adatti e
significativi per i singoli allievi, definiti anche con i relativi standard di
apprendimento, si sviluppano mediante appositi percorsi di metodo e di contenuto
e valutano, alla fine, sia il livello delle conoscenze e delle abilità
acquisite, sia se e quanto esse abbiano maturato le competenze personali di
ciascun allievo (art. 8 del Dpr. 275/99).
Gli
obiettivi specifici di apprendimento indicati nelle tabelle allegate sono
ordinati per discipline, da un lato, e per ‘educazioni’ che trovano la loro
sintesi nell’unitaria educazione alla Convivenza civile, dall’altro.
Non bisogna, comunque, a questo proposito, trascurare tre consapevolezze.
-
La prima ci avverte che l’ordine epistemologico di presentazione delle
conoscenze e delle abilità che costituiscono gli obiettivi specifici di
apprendimento non va confuso con il loro ordine di svolgimento psicologico e
didattico con gli allievi. L’ordine epistemologico vale solo per i docenti e
disegna una mappa culturale, semantica e sintattica, che essi devono
padroneggiare anche nei dettagli e mantenere certamente sempre viva ed
aggiornata sul piano scientifico al fine di poterla poi tradurre in azione
educativa e organizzazione didattica coerente ed efficace. L’ordine di
svolgimento psicologico e didattico, come si intuisce, vale, invece, per gli
allievi; è tutto affidato alle determinazioni professionali delle istituzioni
scolastiche e dei docenti ed entra in gioco quando si passa dagli obiettivi
specifici di apprendimento nazionali agli obiettivi formativi
personalizzati. Per questo non bisogna attribuire al primo ordine la
funzione del secondo. Soprattutto, non bisogna cadere nell’equivoco di
impostare e condurre le attività didattiche con gli allievi quasi fossero in
una pretesa corrispondenza biunivoca con ciascun obiettivo specifico di
apprendimento. L’insegnamento, in questo caso, infatti, diventerebbe una
forzatura non accettabile. Al posto di essere frutto del giudizio e della
responsabilità professionale necessari per progettare in situazione le Unità
di Apprendimento con i relativi obiettivi formativi personalizzati a partire
dagli obiettivi specifici di apprendimento nazionali (cfr. il prossimo
paragrafo), ridurrebbe l’attività didattica ad una astratta ed universale
esecuzione applicativa degli obiettivi specifici di apprendimento stessi.
Inoltre, la trasformerebbe in una ossessiva e meccanica successione
atomizzata di esercizi/verifiche che toglierebbe ogni respiro educativo e
culturale unitario all’esperienza scolastica, oltre che autonomia alla
professione docente.
-
La seconda consapevolezza ricorda che gli obiettivi specifici di apprendimento
indicati per le diverse discipline e per l’educazione alla Convivenza
civile, se pure sono presentati in maniera analitica,
obbediscono, in realtà, ciascuno, al principio della sintesi e
dell’ologramma: gli uni rimandano agli altri; non sono mai, per quanto possano
essere autoreferenziali, richiusi su se stessi, ma sono sempre un complesso e
continuo rimando al tutto. Un obiettivo specifico di apprendimento di
una delle dimensioni della Convivenza civile, quindi, è e deve
essere sempre anche disciplinare e viceversa; analogamente, un obiettivo
specifico di apprendimento di matematica è e deve essere sempre, allo stesso
tempo, non solo ricco di risonanze di natura linguistica, storica, geografica,
espressiva, estetica, motoria, sociale, morale, religiosa, ma anche lievitare
comportamenti personali adeguati alla Convivenza civile. E così per
qualsiasi altro obiettivo specifico d’apprendimento.
Dentro la disciplinarità anche più spinta, in sostanza, va sempre
rintracciata l’apertura inter e transdisciplinare: la parte che si lega al
tutto e il tutto che non si dà se non come parte. E dentro, o dietro, le
‘educazioni’ che scandiscono l’educazione alla Convivenza civile
vanno sempre riconosciute le discipline, così come attraverso le discipline non
si fa altro che promuovere l’educazione alla Convivenza civile e,
attraverso questa, nient’altro che l’unica educazione integrale di ciascuno
a cui tutta l’attività scolastica è indirizzata.
-
La terza consapevolezza riguarda, quindi, il significato e la funzione da
attribuire alle tabelle degli obiettivi specifici di apprendimento. Esse hanno
lo scopo di indicare con la maggior chiarezza e precisione possibile i livelli
essenziali di prestazione (intesi qui nel senso di standard di prestazione
del servizio) che le scuole pubbliche della Repubblica sono tenute in
generale ad assicurare ai cittadini per mantenere l’unità del sistema
educativo nazionale di istruzione e di formazione, per impedire la
frammentazione e la polarizzazione del sistema e, soprattutto, per consentire ai
fanciulli la possibilità di maturare in tutte le dimensioni tracciate nel Profilo
educativo, culturale e professionale previsto per la conclusione del primo
ciclo degli studi. Non hanno, perciò, alcuna pretesa validità per i casi
singoli, siano essi le singole istituzioni scolastiche o, a maggior ragione, i
singoli allievi. È compito esclusivo di ogni scuola autonoma e dei docenti,
infatti, nel concreto della propria storia e del proprio territorio, assumersi
la libertà di mediare, interpretare, ordinare, distribuire ed
organizzare gli obiettivi specifici di apprendimento negli obiettivi formativi,
nei contenuti, nei metodi e nelle verifiche delle Unità di Apprendimento,
considerando, da un lato, le capacità complessive di ogni fanciullo che devono
essere sviluppate al massimo grado possibile e, dall’altro, le teorie
pedagogiche e le pratiche didattiche più adatte a trasformarle in competenze
personali. Allo stesso tempo, tuttavia, è compito esclusivo di ogni scuola
autonoma e dei docenti assumersi la responsabilità di “rendere
conto” delle scelte fatte e di porre gli allievi, le famiglie e il territorio
nella condizione di conoscerle e di condividerle.
Il
“cuore” del processo educativo si ritrova, quindi, nel compito delle
istituzioni scolastiche e dei docenti di progettare le Unità di
Apprendimento caratterizzate da obiettivi formativi adatti e significativi per i singoli
allievi che si affidano al loro peculiare servizio educativo, compresi quelli in
situazione di handicap, e volte a garantire la trasformazione delle capacità di
ciascuno in reali e documentate competenze.
La
scelta degli obiettivi formativi.
L’identificazione degli obiettivi formativi può scaturire dalla
armonica combinazione di due diversi percorsi. Il primo è quello che si fonda
sull’esperienza degli allievi e individua a partire da essa le dissonanze
cognitive e non cognitive che possono giustificare la formulazione di obiettivi
formativi da raggiungere, alla portata delle capacità degli allievi e, in
prospettiva, coerenti con il Profilo educativo, culturale e professionale,
nonché con il maggior numero possibile di obiettivi specifici di apprendimento.
Il secondo è quello che può ispirarsi direttamente al Profilo educativo,
culturale e professionale e agli obiettivi specifici di apprendimento e che
considera se e quando, attraverso
quali apposite mediazioni professionali di tempo, di luogo, di qualità e
quantità, di relazione, di azione e di circostanza, aspetti dell’uno e degli
altri possono inserirsi nella storia narrativa personale o di gruppo degli
allievi, e possono essere percepiti da ciascun fanciullo, e dalla sua famiglia,
nel contesto della classe, della scuola e dell’ambiente, come traguardi
importanti e significativi per la propria crescita individuale.
Nell’uno
e nell’altro caso, comunque, gli obiettivi formativi sono dotati di una
intrinseca e sempre aperta carica problematica e presuppongono una dinamicità
che li rende, allo stesso tempo, sempre, per ogni fanciullo e famiglia, punto di
partenza e di arrivo, condizione e risultato di ulteriori maturazioni. Inoltre,
non possono essere mai formulati in maniera atomizzata e previsti quasi come
performance tanto analitiche quanto, nella complessità del reale,
inesistenti. A livello di obiettivi formativi si ripete, infatti, anzi si
moltiplica, l’esigenza di riferirsi al principio della sintesi e
dell’ologramma già menzionato a proposito degli obiettivi specifici di
apprendimento. Se non testimoniassero la traduzione di questo principio nel
concreto delle relazioni educative e delle esperienze personali di apprendimento
che si svolgono nei diversi gruppi di lavoro scolastici difficilmente, del
resto, potrebbero essere ancora definiti “formativi”.
Gli
obiettivi formativi fino al primo biennio.
Per questo, nel primo anno e nel primo biennio, vanno sempre esperiti a partire
da problemi ed attività ricavati
dall’esperienza diretta dei fanciulli. Tali problemi ed attività, per
definizione, sono sempre unitarie e sintetiche, quindi mai riducibili né ad
esercizi segmentati ed artificiali, né alla comprensione assicurata da singole
prospettive disciplinari o da singole
‘educazioni’. Richiedono, piuttosto, sempre, la mobilitazione di sensibilità
e prospettive pluri, inter e transdisciplinari, nonché il continuo richiamo
all’integralità educativa. Inoltre, aspetto ancora più importante, esigono
che siano sempre dotate di senso, e quindi motivanti, per chi le svolge. Sarà,
allo stesso tempo, preoccupazione dei docenti far scoprire agli allievi la
progressiva possibilità di aggregare i quadri concettuali a mano a mano
ricavati dall’esperienza all’interno di repertori via via più formali, che
aprano all’ordinamento disciplinare e interdisciplinare del sapere.
Gli
obiettivi formativi nel secondo biennio
Nel secondo biennio, quasi a conclusione di un itinerario formativo che ha
portato i fanciulli a scoprire riflessivamente nella loro unitaria
e complessa esperienza personale e
socio-ambientale la funzionalità interpretativa, sistematicamente ordinatoria
e, soprattutto, critica della semantica e della sintassi disciplinari, è
possibile cominciare a coniugare senso globale dell’esperienza personale e
rigore del singolo punto di vista disciplinare, organicità pluri, inter e
transdisciplinare e svolgimento sistematico delle singole discipline, integralità
dell’educazione e attenzione a singoli e peculiari aspetti di essa. Per
questo, senza voler mai abbandonare l’aggancio globale all’esperienza e
l’integralità di ogni processo educativo, è possibile organizzare le singole
attività scolastiche per discipline e per una o più ‘educazioni’ appartenenti all’unica Convivenza
civile.
Unità
di Apprendimento e Piani di Studio personalizzati.
Le Unità di Apprendimento, individuali, di gruppi di livello, di compito
o elettivi oppure di gruppo classe, sono costituite dalla progettazione: a) - di
uno o più obiettivi formativi tra loro integrati (definiti anche con i
relativi standard di apprendimento, riferiti alle conoscenze e alle abilità
coinvolte); b) delle attività educative e didattiche unitarie, dei metodi,
delle soluzioni organizzative ritenute necessarie per concretizzare gli
obiettivi formativi formulati; c) - delle modalità con cui verificare sia i
livelli delle conoscenze e delle abilità acquisite, sia se e quanto tali
conoscenze e abilità si sono trasformate in competenze personali di ciascuno.
Ogni istituzione scolastica, o ogni gruppo docente, deciderà il grado di
analiticità di questa progettazione delle Unità di Apprendimento.
L’insieme
delle Unità di Apprendimento effettivamente realizzate, con le eventuali
differenziazioni che si fossero rese opportune per singoli alunni, dà origine
al Piano di Studio Personalizzato, che resta a disposizione delle
famiglie e da cui si ricava anche la documentazione utile per la compilazione
del Portfolio delle competenze individuali.
Il
Pof. L’ispirazione
culturale-pedagogica, i collegamenti con gli enti territoriali e l’unità
anche didattico-organizzativa dei Piani di Studio Personalizzati
elaborati dai gruppi docenti si evincono dal Piano dell’Offerta Formativa
di istituto.
Struttura. Il Portfolio delle competenze individuali comprende una sezione dedicata alla valutazione e un’altra riservata all’orientamento. La prima è redatta sulla base degli indirizzi generali circa la valutazione degli alunni e il riconoscimento dei crediti e debiti formativi (art.8, DPR 275/99).
Le due dimensioni, però, si intrecciano in continuazione perché l’unica valutazione positiva per lo studente di qualsiasi età è quella che contribuisce a conoscere l’ampiezza e la profondità delle sue competenze e, attraverso questa conoscenza progressiva e sistematica, a fargli scoprire ed apprezzare sempre meglio le capacità potenziali personali, non pienamente mobilitate, ma indispensabili per avvalorare e decidere un proprio futuro progetto esistenziale. Anche per questa ragione, la compilazione del Portfolio, oltre che il diretto coinvolgimento del fanciullo, esige la reciproca collaborazione tra famiglia e scuola.
Il
Portfolio, con annotazioni sia dei docenti, sia dei genitori, sia, se del
caso, dei fanciulli, seleziona in modo accurato:
-
materiali prodotti dall’allievo individualmente o in gruppo, capaci di
descrivere paradigmaticamente le più spiccate competenze del soggetto;
-
prove scolastiche significative;
-
osservazioni dei docenti e della famiglia sui metodi di apprendimento del
fanciullo, con la rilevazione delle sue caratteristiche originali
nelle diverse esperienze formative affrontate;
-
commenti su lavori personali ed elaborati significativi, sia scelti
dall’allievo (è importante questo coinvolgimento diretto) sia indicati dalla
famiglia e dalla scuola, ritenuti esemplificativi delle sue capacità e
aspirazioni personali;
-
indicazioni di sintesi che emergono dall’osservazione sistematica, dai
colloqui insegnanti-genitori, da colloqui con lo studente
e anche da questionari o test in ordine alle personali attitudini e agli
interessi più manifesti.
Funzione
.
Va evitato il rischio di considerare il Portfolio un contenitore di
materiali disordinati e non organizzati. È, perciò, preciso dovere di ogni
istituzione scolastica individuare i criteri di scelta dei materiali e
collocarli all’interno di un percorso professionale che valorizzi le pratiche
dell’autonomia di ricerca e di sviluppo e il principio della cooperazione
educativa della famiglia. La riflessione critica sul Portfolio e sulla
sua compilazione, infatti, costituisce un’occasione per migliorare e comparare
le pratiche di insegnamento, per stimolare lo studente all’autovalutazione e
alla conoscenza di sé in vista della costruzione di un personale progetto di
vita e, infine, per corresponsabilizzare in maniera sempre più rilevante i
genitori nei processi educativi.
Il
Portfolio delle competenze individuali della Scuola Primaria si innesta
su quello portato dai bambini dalla scuola dell’infanzia e accompagna i
fanciulli nel passaggio alla scuola secondaria di primo grado. La sua funzione
è particolarmente preziosa nei momenti di transizione tra le scuole dei diversi
gradi. Il principio della continuità educativa esige, infatti, che essi siano
ben monitorati e che i docenti, nell'anno precedente e in quello successivo al
passaggio, collaborino, in termini
di scambio di informazioni, di progettazione e verifica di attività educative e
didattiche, con la famiglia, con il personale che ha seguito i bambini nella
Scuola dell’Infanzia o che riceverà i fanciulli nella Scuola Secondaria di I
grado. È utile, comunque, che la Scuola Primaria segua, negli anni successivi,
in collaborazione con la Scuola Secondaria di I grado, l’evoluzione del
percorso scolastico degli allievi perché possa migliorare il proprio
complessivo know how formativo e orientativo, ed affinare, in base alla
riflessione critica sull’esperienza compiuta, le proprie competenze
professionali di intuizione e giudizio pedagogico e le proprie pratiche
autovalutative.
Compilazione.
Il Portfolio delle competenze individuali della Scuola Primaria è
compilato ed aggiornato dal docente coordinatore-tutor,
in collaborazione con tutti i docenti che si fanno carico
dell’educazione e degli apprendimenti di ciascun allievo, sentendo i genitori
e gli stessi allievi, chiamati ad essere sempre protagonisti consapevoli della
propria crescita.
La scuola primaria contribuisce alla realizzazione del Profilo educativo, culturale e professionale previsto per lo studente a conclusione del primo ciclo, collocando i Piani di Studio Personalizzati che sono stati redatti per concretizzare in situazione gli obiettivi specifici di apprendimento all’interno del Piano dell’Offerta Formativa di ogni istituzione scolastica.
Il Piano dell’Offerta Formativa tiene conto dei seguenti punti che costituiscono allo stesso tempo risorsa e vincolo per la progettazione di ogni istituzione scolastica:
1. L’organico d’istituto è definito secondo le disposizioni di cui
al decreto legislativo di attuazione della legge 53/2003. Il miglioramento dei
processi di apprendimento e la continuità educativa e didattica sono assicurati
anche attraverso la permanenza dei docenti nella sede di titolarità almeno per
il tempo corrispondente al periodo didattico.
2. L’orario annuale obbligatorio delle lezioni, comprensivo della quota riservata alle Regioni, alle istituzioni scolastiche e all’insegnamento della Religione cattolica, è di 891 ore per l’intero corso. Su richiesta delle famiglie, è prevista, inoltre, un’offerta opzionale facoltativa aggiuntiva fino ad un massimo di 99 ore annue. Tali ore sono scelte dalle famiglie all’atto dell’iscrizione, in tutto o in parte, per tutte o per alcune discipline e attività. L’orario annuale non comprende il tempo eventualmente dedicato alla mensa.
3. Le istituzioni scolastiche, nell’esercizio dell’autonomia didattica e organizzativa prevista dal DPR 275/99, organizzano attività educative e didattiche unitarie che promuovono la trasformazione degli obiettivi generali del processo formativo e degli obiettivi specifici di apprendimento presenti nelle Indicazioni nazionali in competenze di ciascun allievo. Ogni istituzione scolastica decide, ogni anno, sulla base di apposite analisi dei bisogni formativi, l’integrazione, la distribuzione e i tempi delle discipline e delle attività.
4. Le istituzioni scolastiche individuano, per ogni gruppo di allievi, un docente con funzioni di tutor. Egli è in costante rapporto con le famiglie e con il territorio, consiglia gli allievi e le famiglie in ordine alla scelta delle attività opzionali aggiuntive facoltative ed è anche coordinatore dell’équipe pedagogica. Compila il Portfolio delle competenze e fino al primo biennio, svolge attività educative e didattiche in presenza con l’intero gruppo di allievi che gli è stato affidato per l’intero quinquennio, per un numero di ore che oscillano da 594 a 693 su 891 annuali.
5. All’inizio del primo e del secondo biennio, il Servizio Nazionale di Valutazione procede alla valutazione esterna, riferita sia agli elementi strutturali di sistema, sia ai livelli di padronanza mostrati dagli allievi nelle conoscenze e nelle abilità raccolte negli obiettivi specifici di apprendimento indicati per la fine del primo e del terzo anno.
Al
termine della classe prima, la scuola ha organizzato per lo studente
attività educative e didattiche unitarie che hanno avuto
lo scopo di aiutarlo a trasformare in
competenze personali
le
seguenti conoscenze e abilità disciplinari:
RELIGIONE
CATTOLICA (Si rimanda alle
Indicazioni vigenti o a quelle che saranno indicate d’intesa con la Cei)
|
- Comunicazione orale: concordanze (genere, numero), tratti prosodici (pausa, durata, accento, intonazione), la frase e le sue funzioni in contesti comunicativi (affermativa, negativa, interrogativa, esclamativa). - Organizzazione del contenuto della comunicazione orale e scritta secondo il criterio della successione temporale. - Tecniche di lettura. - Alcune convenzioni di scrittura: corrispondenza tra fonema e grafema, raddoppiamento consonanti, accento parole tronche, elisione, troncamento, scansione in sillabe. - I diversi caratteri grafici e l’organizzazione grafica della pagina. - La funzione dei segni di punteggiatura forte: punto, virgola, punto interrogativo. |
- Lettura e scrittura in lingua italiana - Mantenere l'attenzione sul messaggio orale, avvalendosi del contesto e dei diversi linguaggi verbali e non verbali (gestualità, mimica, tratti prosodici, immagine, grafica). - Comprendere, ricordare e riferire i contenuti essenziali dei testi ascoltati. - Intervenire nel dialogo e nella conversazione, in modo ordinato e pertinente. - Narrare brevi esperienze personali e racconti fantastici, seguendo un ordine temporale. - Utilizzare tecniche di lettura. - Leggere, comprendere e memorizzare brevi testi di uso quotidiano e semplici poesie tratte dalla letteratura per l’infanzia. - Scrivere semplici testi relativi al proprio vissuto. - Organizzare da un punto di vista grafico la comunicazione scritta, utilizzando anche diversi caratteri. - Rispettare le convenzioni di scrittura conosciute. |
|
- Formule di saluto. - Espressioni per chiedere e dire il proprio nome. - Semplici istruzioni correlate alla vita di classe quali l’esecuzione di un compito o lo svolgimento di un gioco (go, come, show, give, point, sit down, stand up, …). - Ambiti lessicali relativi a colori, a numeri (1- 10) a oggetti di uso comune e a animali domestici. |
- Comprendere e rispondere ad un saluto. - Presentarsi e chiedere il nome delle persone. - Comprendere ed eseguire istruzioni e procedure. - Identificare, abbinare colori, figure, oggetti, animali. - Eseguire semplici calcoli. - Riconoscere e riprodurre suoni e ritmi della L2. |
STORIA
|
- Successione e contemporaneità delle azioni e delle situazioni. - Concetto di durata e valutazione delle durate delle azioni. - Ciclicità dei fenomeni temporali e loro durata (giorni, settimane, mesi, stagioni, anni, …). |
- Collocare nel tempo fatti ed esperienze vissute e riconoscere rapporti di successione esistenti tra loro. - Rilevare il rapporto di contemporaneità tra azioni e situazioni. - Utilizzare strumenti convenzionali per la misurazione del tempo e per la periodizzazione (calendario, stagioni, …). - Organizzare il lavoro scolastico utilizzando il diario. -
Riconoscere la ciclicità in fenomeni regolari e la
successione delle azioni in una storia, in leggende, in aneddoti e
semplici racconti storici. |
GEOGRAFIA
|
- Organizzatori temporali e spaziali (prima, poi, mentre, sopra, sotto, davanti, dietro, vicino, lontano,ecc.). - Elementi costitutivi dello spazio vissuto: funzioni, relazioni e rappresentazioni. |
- Riconoscere la propria posizione e quella degli oggetti nello spazio vissuto rispetto a diversi punti di riferimento. - Descrivere verbalmente, utilizzando indicatori topologici, gli spostamenti propri e di altri elementi nello spazio vissuto. - Analizzare uno spazio attraverso l’attivazione di tutti i sistemi sensoriali, scoprirne gli elementi caratterizzanti e collegarli tra loro con semplici relazioni. - Rappresentare graficamente in pianta spazi vissuti e percorsi anche utilizzando una simbologia non convenzionale. |
Il
numero
- I numeri naturali nei loro aspetti ordinali e cardinali. - Concetto di maggiore, minore, uguale. - Operazioni di addizione e di sottrazione fra numeri naturali. Geometria
- Collocazione di oggetti in un ambiente, avendo come riferimento se stessi, persone, oggetti. - Osservazione ed analisi delle caratteristiche (proprietà) di oggetti piani o solidi. - Mappe, piantine, orientamento. - Caselle ed incroci sul piano quadrettato. La
misura
-
Riconoscimento di attributi di oggetti (grandezze) misurabili
(lunghezza, superficie, …). - Confronto diretto e indiretto di grandezze. Introduzione
al pensiero razionale (da coordinare in maniera particolare con tutte
le altre discipline nelle attività educative e didattiche unitarie
promosse)
- Classificazione e confronto di oggetti diversi tra loro. Dati
e previsioni
-
Rappresentazioni iconiche di
semplici dati, classificati per modalità. |
- Usare il numero per contare, confrontare e ordinare raggruppamenti di oggetti. -
Contare sia in senso progressivo che regressivo. -
Esplorare, rappresentare (con disegni, parole, simboli) e risolvere
situazioni problematiche utilizzando addizioni e sottrazioni. -
Leggere e scrivere numeri naturali sia in cifre, sia in parole. -
Comprendere le relazioni tra operazioni di addizione e sottrazione. -
Localizzare oggetti nello spazio fisico, sia rispetto a se stessi,
sia rispetto ad altre persone o oggetti, usando termini
adeguati(sopra/sotto, davanti/dietro, dentro/fuori). -
Eseguire un semplice percorso partendo dalla descrizione verbale o
dal disegno e viceversa. -
Ritrovare un luogo attraverso
una semplice mappa. -
Individuare la posizione di caselle o incroci sul piano
quadrettato. -
Osservare oggetti e fenomeni, individuare grandezze misurabili. -
Compiere confronti diretti di
grandezze. - Effettuare misure (per esempio di passi, monete, quadretti,ecc.), con oggetti e strumenti elementari (ad esempio la bottiglia, la tazza, ecc.). - In situazioni concrete classificare oggetti fisici e simbolici (figure, numeri,…) in base ad una data proprietà. -
Raccogliere dati e
informazioni e saperli organizzare con rappresentazioni iconiche, secondo
opportune modalità (pittogrammi). |
MATEMATICA
SCIENZE
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- Identificazione e descrizione di oggetti inanimati e "viventi". - Caratteristiche proprie di un oggetto e delle parti che lo compongono. - I primi confronti (più alto di, il più alto - più pesante di, il più pesante - più duro di, il più duro ...). - Identificazione di alcuni materiali (legno, plastica, metalli, vetro…). |
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Esplorare il mondo attraverso i cinque sensi.
- Definire con un nome corpi di diverso tipo (che cos’è? Perché dici che è proprio questo?). - Elencare le caratteristiche di corpi noti e le parti che lo compongono (com’è?, come è fatto?). - Raggruppare per somiglianze (veicoli, animali, piante…). - Descrivere animali mettendo in evidenza le differenze (bipedi e quadrupedi, carnivori ed erbivori, altre differenze facili da cogliere). - Ordinare corpi in base alle loro proprietà di leggerezza, durezza, fragilità, … |
TECNOLOGIA
E INFORMATICA
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I bisogni primari dell’uomo, gli oggetti, gli strumenti e le
macchine che li soddisfano -
I principali componenti del computer: pulsante d’accensione,
monitor, tastiera, mouse |
- Osservare e analizzare gli oggetti, gli strumenti e le macchine d’uso comune utilizzati nell’ambiente di vita e nelle attività dei fanciulli classificandoli in base alle loro funzioni (di raccogliere, sostenere, contenere, distribuire, dividere, unire, dirigere, trasformare, misurare, trasportare…). - Utilizzare il computer per eseguire semplici giochi anche didattici. - Accendere e spegnere la macchina con le procedure canoniche, attivare il collegamento a Internet. - Accedere ad alcuni siti Internet (ad esempio quello della scuola). |
MUSICA
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La sonorità di ambienti e oggetti naturali ed artificiali. -
Tipologie di espressioni vocali (parlato, declamato,
cantato, recitazione, ecc.) -
Giochi vocali
individuali e di gruppo. - Filastrocche, non-sense, proverbi, favole, racconti, ecc. - Materiali sonori e musiche semplici per attività espressive e motorie. |
Produzione - Utilizzare la voce, il proprio corpo, e oggetti vari, a partire da stimoli musicali, motori, ambientali e naturali, in giochi, situazioni, storie e libere attività per espressioni parlate, recitate e cantate, anche riproducendo e improvvisando suoni e rumori del paesaggio sonoro. Percezione -
Discriminare e interpretare gli eventi sonori , dal vivo o
registrati. - Attribuire significati a segnali sonori e musicali, a semplici sonorità quotidiane ed eventi naturali.
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ARTE
ED IMMAGINE
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I colori primari e secondari. -
Potenzialità
espressive dei materiali plastici (argilla, plastilina, pastasale,
cartapesta…) e di quelli bidimensionali (pennarelli, carta, pastelli,
tempere,…). -
Le
differenze di forma. -
Le
relazioni spaziali. |
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Usare
creativamente il colore. -
Utilizzare
il colore per differenziare e riconoscere gli oggetti. -
Rappresentare
figure tridimensionali con materiali
plastici. -
Riconoscere
nella realtà e nella rappresentazione:
relazioni spaziali (vicinanza, sopra, sotto, destra, sinistra, dentro,
fuori); rapporto verticale, orizzontale; figure e contesti spaziali. -
Utilizzare
la linea di terra, disegnare la linea di cielo ed inserire elementi del
paesaggio fisico tra le due linee. -
Rappresentare
figure umane con uno schema corporeo strutturato. -
Distinguere
la figura dallo sfondo. |
SCIENZE
MOTORIE E SPORTIVE
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- Le varie parti del corpo. - I propri sensi e le modalità di percezione sensoriale. - L’alfabeto motorio - Le posizioni che il corpo può assumere in rapporto allo spazio ed al tempo. - Codici espressivi non verbali in relazione al contesto sociale. - Giochi tradizionali. |
- Riconoscere e denominare le varie parti del corpo. - Rappresentare graficamente il corpo, fermo e in movimento. - Riconoscere, differenziare, ricordare, verbalizzare differenti percezioni sensoriali (sensazioni visive, uditive, tattili, cinestetiche). - Coordinare e collegare in modo fluido il maggior numero possibile di movimenti naturali (camminare, saltare, correre, lanciare, afferrare, strisciare, rotolare, arrampicarsi, …). - Collocarsi, in posizioni diverse, in rapporto ad altri e/o ad oggetti. - Muoversi secondo una direzione controllando la lateralità e adattando gli schemi motori in funzione di parametri spaziali e temporali. - Utilizzare il corpo e il movimento per rappresentare situazioni comunicative reali e fantastiche. - Comprendere il linguaggio dei gesti.. - Partecipare al gioco collettivo, rispettando indicazioni e regole. |